Glutammina: un Aminoacido "Condizionatamente Essenziale"


GLUTAMMINA

Si distinguono due famiglie di amminoacidi: gli essenziali e i non essenziali.

Gli amminoacidi essenziali sono sintetizzabili dal nostro organismo solo mangiando

proteine. I non essenziali sono quelli che il nostro corpo può sintetizzare assemblando gli

essenziali.

La glutammina si colloca tra queste due categorie e viene classificata come amminoacido “condizionatamente essenziale”. Questo perché nonostante l’organismo abbia la capacità di sintetizzarla autonomamente, in determinate situazioni fisiologiche, la glutammina sintetizzata non è sufficiente per far fronte ai bisogni dell’organismo stesso.


Un esempio ben conosciuto in cui la glutammina ‘diventa’ essenziale si ha nello sportivo, visto che l’utilizzo di glutammina da parte delle nostre cellule aumenta notevolmente nel soggetto che pratica sport.

La glutammina è di fondamentale importanza a livello delle cellule del muscolo scheletrico, dove si è dimostrata attiva nel preservare le proteine muscolari (azione anti-catabolica), nel contribuire al mantenimento dell’idratazione cellulare, come precursore di glucosio/glicogeno, e nello smaltimento delle scorie azotate, potenzialmente tossiche.

La glutammina è inoltre la fonte di energia quantitativamente più utilizzata dalle cellule del tratto intestinale (enterociti) ed è quindi fondamentale per il corretto funzionamento di questo organo (de Oliveira et al, Nutrire, 2016). Poiché le cellule dell’intestino hanno un utilizzo massiccio di glutammina, c’è il rischio che la glutammina introdotta con gli alimenti venga interamente catturata dall’intestino, con conseguente carenza nel tessuto muscolare.


La glutammina gioca altresì un ruolo chiave nella salute del nostro sistema immunitario, essendo utilizzata massicciamente dai globuli bianchi come fonte di energia, quasi quanto il glucosio (Newsholme, J Nutr, 2001).


È risaputo che il livello di glutammina nel sangue è diminuito negli atleti dopo attività fisica intensa e prolungata con conseguente ridotta efficienza del sistema immunitario a fare fronte alle infezioni (Castell et al, Eur J Appl Physiol Occup Physiol, 1996). Uno studio ha messo a confronto 150 tra maratoneti e ultra-maratoneti, divisi in due gruppi, somministrando al primo gruppo 5 g di glutammina dopo una maratona mentre il secondo gruppo ha ricevuto un placebo. I risultati hanno messo in evidenza come a 7 giorni di distanza dalla corsa, l’81% degli atleti che avevano ricevuto la glutammina non ha riscontrato infezioni alle vie aeree superiori mentre di quelli che hanno assunto il placebo solo il 49% non ha avuto nessuna infezione (Castell et al, Eur J Appl Physiol Occup Physiol, 1996).


Se avete letto fin qui credo sarete curiosi di sapere come e quando integrare con glutammina. Come per tutti gli integratori esistono diverse filosofie ma, sintetizzando, esiste consenso intorno ai 5 gr nell’immediato post allenamento/gara.

Trattandosi dell’unico amminoacido che oltrepassa la barriera encefalica, con conseguenti effetti calmanti sullo stress e sulla qualità del sonno, oltre che sulla secrezione di GH, molti atleti usano assumerne altri 5 gr la sera, prima di coricarsi. Queste quantità possono variare in funzione del peso / massa muscolare di ciascun atleta, quindi un veloce consulto con il proprio medico sportivo o nutrizionista è sempre consigliabile.


Concludendo, grazie alle sue numerose attività svolte nel nostro organismo, la glutammina può essere di beneficio per tutti gli atleti, da quelli che svolgono sport di potenza e che richiedono grosse masse muscolari, così come per atleti che praticano sport di resistenza.





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